CVE-2026-118798

Esposizione di dati sensibili di autenticazione in WinGesfar

CGM · WinGesfar

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Divulgazione del 3 novembre 2026

Descrizione

Diversi componenti WinGesfar conservavano in log operativi, configurazioni e dati del browser integrato credenziali, token OAuth2 e materiale di sessione. Il report documenta inoltre dati prescrittivi locali, flussi verso piattaforme cloud e l’uso di un identificativo hardware nel browser integrato, con implicazioni distinte per autenticazione, riservatezza e correlazione dei dati.

Componenti interessati

Le vulnerabilità descritte riguardavano l’intero parco installato WinGesfar.

  • Moduli di integrazione webDPC e WgWebcare per la distribuzione per conto.
  • Integrazioni FSE e API Manager SISS Lombardia.
  • Modulo Sole per i flussi 730/FederFarma.
  • WgApiConnect e integrazioni con la piattaforma cloud Stella.
  • WgBrowser e persistenza del profilo WebView2.

Causa della vulnerabilità

Il problema era la persistenza non necessaria di materiale di autenticazione in artefatti accessibili sul filesystem. I log operativi riportavano dati che avrebbero dovuto essere esclusi o mascherati; configurazioni e profili persistenti ampliavano ulteriormente la superficie di esposizione. Credenziali applicative e token di sessione rappresentano identità e privilegi diversi e non sono intercambiabili.

Analisi tecnica

Credenziali nei log dei servizi DPC e delle spese sanitarie

Il rapporto documenta la registrazione di credenziali di accesso nei log dei moduli webDPC, WgWebcare e Sole. La scrittura avveniva durante il normale funzionamento dei componenti, non soltanto attraverso una modalità diagnostica attivata appositamente. La conservazione di archivi storici estendeva l’esposizione a segreti precedenti e a copie dei log trasferite per assistenza o backup.

Il materiale documentato per i servizi DPC e per i flussi 730 appartiene a integrazioni distinte. L’impatto va quindi valutato sul singolo account o servizio coinvolto, senza attribuire automaticamente a una credenziale i privilegi degli altri sistemi.

I percorsi documentati includono anche materiale di autenticazione HTTP Basic nei log. La codifica di un valore di autenticazione non ne costituisce una protezione crittografica. Copie dei log o archivi di assistenza possono quindi conservare informazioni riutilizzabili anche quando non mostrano visivamente una password come testo semplice.

FSE: credenziali applicative, token e dati di risposta

Nei moduli FSE il report distingue le credenziali OAuth2 dell’applicazione, i token di accesso e il materiale di rinnovo della sessione. Alcune informazioni erano scritte nei log; altro materiale di sessione era persistito su disco. La protezione dell’accesso iniziale con una carta o un secondo fattore non protegge automaticamente una copia dei token generati dopo quell’accesso.

I log includevano richieste contenenti identificativi dei pazienti e risposte con informazioni prescrittive. Chi avesse avuto accesso a questi archivi avrebbe potuto associare gli identificativi ai dati sanitari presenti nelle risposte, anche senza riutilizzare una sessione remota.

API Manager SISS: separazione tra applicazione e operatore

Le credenziali conservate nella configurazione dell’API Manager erano utilizzate per l’autenticazione applicativa verso il gateway SISS/SAR Lombardia. Questo livello identifica il software che richiede il servizio e va distinto dall’identità dell’operatore sanitario.

Le operazioni prescrittive richiedevano anche una sessione operatore autenticata. L’eventuale riutilizzo congiunto delle credenziali applicative e del materiale di sessione avrebbe potuto consentire operazioni nei limiti dei privilegi dell’operatore, se i token fossero stati ancora validi e accettati dal servizio.

I file XML e i risultati delle elaborazioni prescrittive conservavano localmente informazioni sui medicinali e sul medico in chiaro. La lettura di questi artefatti avrebbe potuto esporre i dati già presenti sul disco, indipendentemente dalla possibilità di autenticarsi nuovamente al servizio.

Piattaforma Stella e WgApiConnect

I log di WgApiConnect contenevano credenziali OAuth2 e token JWT impiegati nell’integrazione con la piattaforma Stella. La documentazione collega questa piattaforma a distribuzione software, telemetria, raccolta delle configurazioni e scambio di dati. La presenza di materiale di autenticazione relativo a più funzioni rende importante distinguere l’esposizione del segreto dalle autorizzazioni che il backend gli riconosce.

L’identità applicativa era condivisa a livello di fornitore. Il recupero del relativo materiale di autenticazione avrebbe potuto consentire richieste verso la piattaforma cloud, con una portata dipendente dalle autorizzazioni associate all’identità e dai controlli applicati alle singole operazioni.

La piattaforma comprendeva risorse per distribuzione software, telemetria, raccolta delle configurazioni e scambio bidirezionale. I moduli di migrazione dati erano configurati per inviare identificativi dei pazienti e codici di esenzione a un’API con credenziali dedicate. L’esposizione del materiale di autenticazione avrebbe potuto interessare anche questi flussi, in funzione delle autorizzazioni del servizio.

Browser integrato e materiale OAuth2 persistente

WgBrowser conservava un profilo WebView2 persistente, con cookie, archivi locali e dati di sessione. Nei log erano scritti anche parametri effimeri del flusso OAuth2 con PKCE. La loro persistenza oltre il flusso che li richiedeva avrebbe potuto renderli accessibili a processi o soggetti con accesso agli artefatti locali.

Il materiale acquisito dal profilo o dai log avrebbe potuto essere riutilizzato in presenza di una sessione o di un flusso di autenticazione ancora validi. Il possibile effetto dipendeva dai tempi di acquisizione, dai vincoli del servizio e dalle protezioni applicate agli archivi del browser.

Il browser integrato inviava inoltre l’indirizzo MAC della postazione come parametro di collegamento verso un servizio di un partner. L’impiego di un identificativo hardware persistente avrebbe potuto consentire la correlazione degli accessi provenienti dalla stessa postazione.

Prerequisiti e condizioni

  • Per l’esposizione locale è necessario poter leggere i log, le configurazioni o gli artefatti del browser interessati, direttamente o attraverso copie di assistenza e backup.
  • Per riutilizzare un token remoto occorre che il servizio lo accetti ancora e che siano soddisfatti gli eventuali vincoli di sessione, rete, dispositivo e autorizzazione.
  • Le diverse integrazioni hanno perimetri e privilegi propri; un’esposizione in un modulo non implica automaticamente accesso agli altri sistemi.

Impatto potenziale

Chi fosse riuscito a leggere i file interessati avrebbe potuto ottenere informazioni già registrate localmente e materiale di autenticazione potenzialmente riutilizzabile. Il riutilizzo verso i servizi avrebbe potuto consentire accessi o operazioni nei limiti dei privilegi associati, purché credenziali e token fossero ancora validi e accettati. Le credenziali applicative e le sessioni dell’operatore hanno funzioni distinte: l’esposizione di un livello non equivale automaticamente alla disponibilità di tutti gli altri.

Indicazioni di mitigazione

Applicare la versione corretta indicata dal fornitore e gestire anche le copie dei dati prodotti prima dell’aggiornamento. La sola rimozione della scrittura di nuovi segreti nei log non elimina quelli già conservati né invalida automaticamente le sessioni esistenti.

  • Rimuovere o mascherare credenziali, token e parametri OAuth effimeri prima della scrittura nei log, intervenendo su tutti i moduli coinvolti.
  • Concordare con i gestori dei servizi la revoca delle sessioni e la rotazione delle credenziali esposte, distinguendo identità applicative e identità operatore.
  • Trattare log storici, pacchetti di assistenza e backup come possibili copie del materiale esposto; definirne accesso, conservazione e bonifica.
  • Proteggere configurazioni e dati di sessione con meccanismi del sistema operativo adeguati all’identità del processo e limitare i privilegi di lettura.
  • Verificare il comportamento dei moduli aggiornati durante autenticazione, rinnovo dei token, gestione degli errori e normale operatività.
  • Riesaminare la persistenza del profilo browser e la necessità dei flussi di telemetria e migrazione; minimizzare identificativi personali, dati clinici e identificativi hardware rispetto alle funzioni effettivamente richieste.

Stato della correzione

Risoluzione dichiarata dal fornitore

Il fornitore ha comunicato la risoluzione delle vulnerabilità comprese in questo advisory. Il ricercatore non ha potuto verificare le patch, poiché il fornitore non ha offerto questa possibilità. La risoluzione resta pertanto una dichiarazione del fornitore e non una verifica indipendente del ricercatore.

Fonte e aggiornamento

Documentazione tecnica della ricerca WinGesfar datata 20 aprile 2026. Le descrizioni riguardano le condizioni precedenti alle correzioni dichiarate dal fornitore.

Aggiornamento della scheda: 3 novembre 2026.

Metodo e divulgazione

La scheda descrive le condizioni documentate nella ricerca sui componenti e sugli artefatti del software. I possibili effetti dipendono dai prerequisiti e dai controlli indicati; lo stato della correzione è riportato separatamente. Sono pubblicati soltanto i finding con pubblicabilità confermata, senza credenziali, chiavi o istruzioni di sfruttamento.

Per riscontri tecnici, indicazioni sulle versioni corrette o richieste di rettifica: contatta l’Osservatorio.